Geminoid, il robo-gemello

Posted by on lug 21, 2006 in Tech&Science | One Comment

Hiroshi Ishiguro, ricercatore all’ATR (Intelligent Robotics and Communication Laboratories) di Kyoto, si e’ costruito un robot a propria immagine e somiglianza in grado di sostituirlo ai numerosi convegni e presentazioni. Il robot, chiamato dall’autore Geminoid HI-1, e’ collegato a distanza: si muove e parla esattamente come il suo creatore, a sua volta collegato ad un sistema di motion-capture e ad un microfono. La copia muove le labbra quando parla e gli attuatori innestati nel suo corpo producono persino dei micromovimenti, identici a quelli che Hiroshi fa dalla sua poltrona, tutti trasmessi e ricreati in tempo reale da programmi di movimento.
La cosa interessante e’ che Hiroshi Ishiguro ha progettato e costruito il robot perche’ stanco di fare il pendolare tra l’universita’ in cui insegna (Intelligent Robotics Laboratory) e i laboratori di robotica (ATR). Ora lo scopo di Hiroshi e’ quello di capire se Geminoid potra’ effettivamente sostituirlo, se riuscira’ a fare “sentire” la propria presenza o se rimarra’ una mera copia robotizzata.
E’ certamente una notizia strana che una persona si costruisca un robot per evitare di fare la spola tra i due posti di lavoro. In Italia una cosa simile non potra’ mai succedere: a timbrare il cartellino ci puo’ sempre pensare qualcun altro.
Per maggiori info e per vedere le altre foto, qui.
Trovato su Wired News

1 Comment

  1. Fausto Intilla
    28/05/2007

    “Molti sembrano certissimi che nessun calcolatore potrà mai essere senziente, cosciente, dotato di volontà propria, o in qualche altro modo “consapevole” di se stesso. Ma che cosa ci rende tutti così sicuri di possedere poi questa meravigliosa qualità? E’ vero che se c’è qualcosa di cui siamo sicuri, è proprio questo: “Io sono consapevole, dunque sono consapevole”. Ma cosa significano in realtà queste convinzioni? Se l’autoconsapevolezza significa sapere che cosa accade nella propria mente, nessun realista potrebbe sostenere a lungo che le persone abbiano molta intuizione, nel senso etimologico di “vedere dentro”. In effetti, le prove che noi siamo autoconsapevoli, cioè che possediamo qualche attitudine particolare a scoprire ciò che accade dentro di noi, sono davvero molto deboli”
    Marvin Minsky

    Buona lettura!:
    http://www.ufologia.net/Public/data/Fausto Intilla/2007527164748_Androidi – di Fausto Intilla.pdf

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