Geminoid, il robo-gemello
Hiroshi Ishiguro, ricercatore all’ATR (Intelligent Robotics and Communication Laboratories) di Kyoto, si e’ costruito un robot a propria immagine e somiglianza in grado di sostituirlo ai numerosi convegni e presentazioni. Il robot, chiamato dall’autore Geminoid HI-1, e’ collegato a distanza: si muove e parla esattamente come il suo creatore, a sua volta collegato ad un sistema di motion-capture e ad un microfono. La copia muove le labbra quando parla e gli attuatori innestati nel suo corpo producono persino dei micromovimenti, identici a quelli che Hiroshi fa dalla sua poltrona, tutti trasmessi e ricreati in tempo reale da programmi di movimento.
La cosa interessante e’ che Hiroshi Ishiguro ha progettato e costruito il robot perche’ stanco di fare il pendolare tra l’universita’ in cui insegna (Intelligent Robotics Laboratory) e i laboratori di robotica (ATR). Ora lo scopo di Hiroshi e’ quello di capire se Geminoid potra’ effettivamente sostituirlo, se riuscira’ a fare “sentire” la propria presenza o se rimarra’ una mera copia robotizzata.
E’ certamente una notizia strana che una persona si costruisca un robot per evitare di fare la spola tra i due posti di lavoro. In Italia una cosa simile non potra’ mai succedere: a timbrare il cartellino ci puo’ sempre pensare qualcun altro.
Per maggiori info e per vedere le altre foto, qui.
Trovato su Wired News


1 Comment
Fausto Intilla
28/05/2007“Molti sembrano certissimi che nessun calcolatore potrà mai essere senziente, cosciente, dotato di volontà propria, o in qualche altro modo “consapevole†di se stesso. Ma che cosa ci rende tutti così sicuri di possedere poi questa meravigliosa qualità ? E’ vero che se c’è qualcosa di cui siamo sicuri, è proprio questo: “Io sono consapevole, dunque sono consapevoleâ€. Ma cosa significano in realtà queste convinzioni? Se l’autoconsapevolezza significa sapere che cosa accade nella propria mente, nessun realista potrebbe sostenere a lungo che le persone abbiano molta intuizione, nel senso etimologico di “vedere dentroâ€. In effetti, le prove che noi siamo autoconsapevoli, cioè che possediamo qualche attitudine particolare a scoprire ciò che accade dentro di noi, sono davvero molto deboli”
Marvin Minsky
Buona lettura!:
http://www.ufologia.net/Public/data/Fausto Intilla/2007527164748_Androidi – di Fausto Intilla.pdf