Second Life e i metauniversi

Negli ultimi mesi si e’ parlato tantissimo dei mondi virtuali come Second Life, There, Entropia Universe, Virtual Laguna Beach e tanti altri. Second Life, ad esempio, e’ un mondo virtuale nato sei anni fa. Ora conta circa un milione di abitanti e ha gia’attirato l’interesse di societa’ come IBM, Intel, Sun Microsystems, Adidas, Reebook, 20th Century Fox e Disney che hanno scelto il mondo digitale per espandere la propria influenza. Ci sono le sedi virtuali di agenzie di comunicazione come la Leo Burnett Worldwide o di informazione come la Reuters e la BBC Radio.
Second Life e’ diventato quindi un luogo dove chattare, fare acquisti (Midnight City, nella foto in alto, e’ uno dei centri commerciali di SL), seguire corsi e fare business.
Il canale CNN Money si e’ occupato qualche giorno fa degli investimenti immobiliari nel mondo virtuale di Second Life (l’articolo qui), costatando la crescita esponenziale della richiesta di “terreni” su cui costruire virtualmente attivita’ di ogni genere. Non la faccio piu’ lunga di così, se vuoi farti una cultura su quello che sta succedendo sulla rete frequenta un po’ di piu’ il MIT Advertising Lab così io cerco di arrivare al nocciolo della questione.
La notizia che mi ha impressionato e che qui voglio esporre e’ collegata al lancio di un servizio di tour operator di mondi virtuali. Niente di particolarmente sconvolgente, esistono gia’ figure simili negli States (dove altro potevano nascere?) che operano in mondi come Second Life e There. Il servizio di guida turistica offerto dall’italiana (!) Synthravels comprende anche viaggi fantastici con cicerone all’interno dei mondi dei giochi online come World of Warcraft e Star Wars Galaxies.
E gia’ tutto questo a me pare incredibile. Non eccessivo o fuori di testa, intendiamoci: incredibile, favoloso, assolutamente curioso e degno della massima attenzione. Synthravels non e’ la prima “azienda” nata dall’accresciuta importanza dei mondi immateriali: una delle piu’ importanti aziende di servizi legati alle applicazioni dei metauniversi e’ The Electric Sheep Company di ispirazione dickiana, che opera seguendo i propri clienti nelle nuove avventure di business virtuali.

Torniamo alla Synthravels. L’idea appartiene a Mario Gerosa e a Matteo Esposito de Imille, agenzia di comunicazione milanese. Mario Gerosa e’ un giornalista che ha lavorato per anni per le piu’ rinomate riviste di viaggi, ha collaborato con l’Universita’ dell’Indiana per l’organizzazione di incontri con personaggi famosi di Second Life e tenetevi forte: ha lanciato il progetto per preservare il Patrimonio dell’Architettura Virtuale (qui, in fondo alla pagina). Ho sempre desiderato progettare edifici in mondi virtuali, fino dall’epoca di Doom.
Purtroppo sono un architetto e l’unico modo di costruire qualcosa di visionario, di assolutamente fantastico e comunque fruibile in tre dimensioni e’ farlo in un mondo virtuale in modo che anche altri possano “viverlo”. Non progettero’ ne’ mai realizzero’ nulla in Second Life, eppure penso che Mario Gerosa abbia ragione. La tecnologia ha sempre avuto notevoli riscontri culturali all’interno delle societa’: così come sono entrate nel novero delle opere da preservare le vecchie fabbriche ora considerate “Archeologia Industriale”, perche’ non dovremmo preservare delle opere virtuali in disuso? Forse ora sono prive di valore ma sono sempre una testimonianza di un passaggio, di un vissuto, anche se appartengono ad un metauniverso. E poi, cosa importante, non costano niente alla nostra societa’, dato che in realta’ non esistono.
