Archive for gennaio, 2008

Ross Lovegrove: Car on a stick



"Car on a stick" e’ la proposta di Ross Lovegrove per un nuovo veicolo ad emissioni zero, sicuro e capace di integrarsi perfettamente nel panorama urbano una volta parcheggiato. Infatti il concept ha una duplice funzione di veicolo su ruote e di lampione notturno: se non utilizzato, questo monta su un palo telescopico e dall’alto puo’ illuminare le strade della citta’.
Il veicolo inoltre e’ silenzioso, ovviamente alimentato dall’enegia solare e guidato da un sistema automatico con tecnologia GPS.
Unica pecca: non ci sono i ribaltabili.

3D Japan


Nobuo Takahashi e’ un artista del 3D. Recentemente ha realizzato due animazioni, intitolate “Musashino Plateau” e “Japan”, che narrano in modo non convenzionale come il Giappone si e’ trasformato dal dopoguerra ad oggi.

Le costruzioni e gli edifici nascono lentamente da un paese distrutto dal secondo conflitto mondiale e finiscono con il cambiare in modo rapido e definitivo l’aspetto trasformandolo in un agglomerato confuso di volumi accatastati l’uno sull’altro, denunciando la mancanza di un piano di sviluppo e di sostenibilita’ atta a migliorare la qualita’ della vita degli abitanti dei centri urbani.
Questo l’ho trovato su Pink Tentacle

La casa elastica


Gia’ che ci sono, ecco la casa elastica dell’artista Etienne Meneau, "fatta per quelli a cui piace l’instabilita’ e le cose precarie". Peccato che sia solo un plastico, perche’ conosco un sacco di gente che vive in modo precario e che andrebbe volentieri a vivere nella Elastic House "per chiudere il cerchio". Il virgolettato l’ho messo io, come tutto il resto.
Trovato su Bldg Blog

La mensola elastica


Molto carina l’idea di creare una mensola utilizzando un elastico. Non e’ troppo pratica per ogni genere di suppellettile ma e’ nuova e divertente.
L’idea si chiama Elastico ed e’ venuta ad Arianna Vivienzo.
Io me ne sono accorto andando su Design Spotter.

Nipe - Piacenza


Raccolgo la richiesta di Carbo, che in un commento mi ha chiesto di pubblicare qualche foto del Nipe, e colgo l’occasione per ricordarti che domenica sera metto i dischi al Nipe (ex Daytona) di Piacenza.
Il locale e’ un discobar su due livelli e dopo il restyling di Piero ha assunto un aspetto molto piu’ cool e qualche connotazione fetish.
Se vuoi sentire del gran sound, vieni numeroso.
E quando dico gran sound non scherzo mai.

Invito al Batu’


Mercoledì 23 gennaio prossimo inaugura il nuovo ristorante Batu’ a Piacenza. La comunicazione del locale e’ opera mia, compreso il nome: il batu’ non e’ altro che un tipico piatto piacentino (battuto), che nella nostra tradizione si faceva con l’oca per conservarla e consumarla dopo qualche tempo.
La serata d’inaugurazione si sviluppera’ attorno alla cucina, tutto condito con un bel po’ di musica e qualche schiamazzo: ai piatti ci saranno Special Guest (io) e John Belpaese. Non e’ una marketta, poi in fondo e’ il mio lavoro. Clicca sull’immagine per ingrandire l’invito.

Innerspace


E’ passato molto tempo dal mio ultimo post e soprattutto da quando Carlo mi telefono’ dicendomi che aveva appena pubblicato online il suo (primo?) LP e voleva che lo ascoltassi per darne un giudizio.
Io lo ascoltai subito ma non me la sentii di parlarne, ne’ tantomeno di dare un giudizio sull’opera di un appassionato di musica. Mi ci e’ voluto un po’ di tempo per capire l’importanza di quello che era successo.
Innerspace e’ il suo nome d’arte, il "disco" e’ qui ed e’ stato pubblicato sotto licenza Creative Commons.
Innanzitutto, io non ho mai avuto il coraggio di fare ascoltare i miei brani musicali a qualcuno, sia perche’ non ne ho mai finito uno, sia perche’ li ho sempre giudicati "una roba da dilettanti". Creare un LP e’ pero’ sempre stato il mio sogno, uno dei tanti.
Innerzone lo ha fatto, e’ diventato protagonista di quello spazio, ormai così frammentato e che forma la rete stessa. Non e’ il primo, non sara’ l’ultimo ma fa’ comunque parte della rivoluzione culturale che il web ha prodotto.
E poi secondo me ha realizzato una specie di desiderio, che si teneva dentro da una vita.
Non giudichero’ il disco o l’artista, lascio ai lettori di questo spazio il compito di scrivere commenti sull’opera di un dilettante che prima ha imparato Reason, poi ha creato 15 (quindici!) brani musicali. E complimenti a Carlo per esserci riuscito.
Ricapitoliamo: vai al link del disco, ascolta qualche brano e scrivi un commento.